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PER LA COLPA D’ESSER NATI

Eccezionale opportunità per i nostri studenti di 5^A e 5^P, che insieme ad altre classi quinte degli istituti superiori di Monza e della Brianza hanno potuto partecipare all’incontro con la senatrice Liliana Segre,  che si è tenuto nella mattinata del 18 dicembre al Teatro Manzoni a Monza.

L’espulsione dalla scuola elementare a otto anni con le leggi razziali nel 1938, la deportazione a tredici, l’orrore del campo di Auschwitz-Birkenau, la liberazione alla fine della guerra e l’odissea del ritorno. Un’ora e un quarto è durato il racconto ininterrotto, straordinariamente vivo, drammatico ma pacato, lucido e  toccante di questa “nonna”, come lei stessa si è presentata ad una platea di centinaia di “nipoti ideali”, che hanno ascoltato senza fiatare, rapiti dalla forza di una donna che a ottantotto anni non si stanca di testimoniare, di raccontare quanto è successo, a partire da quell’autunno di 80 anni fa, a coloro che da un momento all’altro si ritrovarono a dover pagare per la colpa d’esser nati.

 

 

“Indifferenza è la parola che l'ex deportata Liliana Segre tiene a ricordare ad ogni suo incontro, ed è proprio da essa che l'umanità si deve difendere, poiché può diventare più pericolosa della violenza.

Dalla violenza, come la stessa Segre sostiene, ti puoi difendere, ma dall'indifferenza puoi solamente rimanere schiacciato.

Per questo la senatrice tiene particolarmente a raccontare la sua drammatica infanzia ai giovani d'oggi, per far si che vengano a conoscenza di tutte le cose disumane che ha dovuto subire e sopportare, situazioni inimmaginabili per la nostra mente.

Liliana vuole insegnarci che l'unico mezzo per combattere l'indifferenza è la conoscenza e il ricordo delle atrocità commesse in passato, come la deportazione che lei stessa subì in prima persona, e noi giovani abbiamo il compito di imparare e mettere in pratica i suoi insegnamenti, poiché rappresentiamo il futuro e non possiamo permettere che l'indifferenza possa averla di nuovo vinta”.

( Gaia Longhi, 5^P CAT)

 

È stata un'esperienza unica e indimenticabile perché per la prima volta  abbiamo potuto assistere alla testimonianza diretta di un deportato in  campo di concentramento. Ci ha profondamente colpito la forza con cui ha raccontato quei tragici eventi e con cui ogni giorno sceglie di farsi  portatrice della sua storia. Non essere indifferente è quello che vuole  trasmettere la senatrice in quanto è anche l'indifferenza ad aver fatto accadere le orrende atrocità subite dai deportati. Ricordi che vengono narrati con lo scopo di non dimenticare e di impedire che l'uomo possa ripetere lo stesso “orrore”.

(Lucia Busnelli , Gaia Trotta , 5^A SM)


Pubblicata il 21 dicembre 2018

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